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Tema
della serata è stato “ il libro d’arte”. Ad
illustare l’argomento i langaroli Teresita Terreno
e Antonio Liboà di Dogliani, due persone legate ,
non solo da esigenze di lavoro ma anche dal vincolo
matrimoniale.
L’artigiano – parola
con cui l’interessato ama definirsi- Antonio ha
spiegato, con parole semplici, le tecniche di
composizione a piombo, l’uso del vecchio ( 1872 )
torchio calcografico a stella , dell’inchiostro,
dell’acido ; in che modo prendono forma e
consistenza le incisioni, le ceremolli, le acque
tinte, punte secche alternandosi nel commento con la
pittrice Teresita, mentre immagini delle loro opere
si alternavano dal proiettore.
Si sono potute
ammirare le illustrazioni di “ Le avventure di
Pinoccchio” Liboà editore ( il volume, tra l’altro,
esposto su di un leggio è stato sfogliato durante le
cena da quasi tutti i presenti, certamente più di
altre opere in mostra ); quelle, sempre della
artista Teresita, contenute nel libro( ed. Liboà)
“Curioso dialogo sul cacao” autore Orlando Prerera,
giornalista e conduttore televisivo, responsabile
della redazione cultura della RAI di Torino ; quelle
di Soffiantino ne “Il Peccato” di Boine ( ed.
Libo).
Dalle appassionate
parole, dalle immagini, dai colori, dalle sfumature
dei disegni incisi, si è capito perché si parla di “
ARTE” in un libro. L’arte è un quid pluris ,
delicata , richiede sensibilità e professionalità
che i nostri ospiti, Teresita ed Antonio,
possiedono. Lei ha “ occhio” nello scegliere i
colori, il tratto , il tocco nel delineare le
figure,la natura, i simboli ; Lui la pazienza nel
lavoro , il dosaggio dell’impasto inchiostrante, ma
soprattutto sa interpretare, ed imprimere nel piombo
il patos che promana dall’artista. Le macchine
d’epoca di cui si serve l’artigiano rendono
palpabile e trasmettono così l’emozione , e
l’impronta del maestro, che nessun scanner,
computer, video impaginazioni, scansioni, selezioni,
riusciranno a trasfondere, perché quest’ultime ,
figlie della tecnologia, sono capaci di produrre
soltanto secondo canoni omogeneizzati di una era
globalizzata, priva com’è di sentimenti.
La serata si è
chiusa con la promessa di una visita, del Club,
alla stamperia.
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